Domenico aveva avuto ragione a credere che questa visita a Roma avrebbe lasciato a suo figlio un ricordo duraturo. La decisione di Salvatore, non appena fu in grado di tradurre le sue impressioni in termini di volontà e intenzione, fu questa: non mi occuperò mai di politica, non rischierò mai il carcere per i miei principi, non darò mai la salute, e tanto meno la vita, per quello in cui credo. Alla fine saremo tutti alla mercé dei nostri corpi, ma almeno fatemi capire quello che ad essi accade. La vista delle lacrime di suo padre mentre tornavano a piedi alla stazione fu anch'essa sgradevole per Salvatore. Esitava ad ammettere a se stesso che, al momento, era più vecchio del suo genitore, e si vergognò del fatto che non avevano nemmeno un fazzoletto tra tutti e due. C'era stato un tovagliolo, ma era rimasto col paniere e i doni indesiderati alla Clinica Quisisana. Da ultimo si fermarono davanti a una botteguccia, e Domenico, ancora molto commosso, mandò suo figlio, da solo, a chiedere un fazzoletto. L'uomo dietro il banco gli disse che doveva comperarne tre, che si vendevano solo in pacchi da tre. Salvatore gli si piantò davanti, occupando solidamente il suo terreno. "A mio padre ne serve solo uno. Dovete vendergli quello che gli serve". Il bottegaio si portò la mano all'orecchio, facendo finta di non capire. Salvatore ripetè quello che aveva detto in chiaro italiano. "E' la legge", aggiunse. Pagò un fazzoletto solo e contò il resto con una cura offensiva. Quel pomeriggio decise che non appena possibile non avrebbe più avuto dipendenze affettive nei confronti di nessuno.
Quando una cosa è nelle mie corde me ne accorgo subito.
Basta un nome, una frase, un suono, un colore, un'immagine, un gesto, un odore.
Basta un senso, o due accordati, o tutti insieme per un secondo a capire che mi piace.
Come un piatto fumante che divori quando hai fame,così sono sicura che quello di cui io ho fame, mi piace ancora prima di gustarlo.
Lo capisco nel momento in cui lo assaggio con i sensi,e comincio ad assaporarlo. Devo ancora aprire il pacchetto ma so già che quello che c'è dentro mi piacerà.
procedo per sinestesie.
Quello di cui ho fame, è quello che è nelle mie corde, quello che fa per me.
-SENSI, percepire. assaggiare. assaporare. gustare. godere di.
e solo dopo .realizzare. ragionare su. giudicare. confrontare. capire se(trattenere,allontanare,evitare,riprendere,tenere presente,passare ad altro).
EQUILIBRIO-
EVOLUZIONE, purché l'intervallo tra le fasi sia breve.
Perché se non è breve, se è squilibrato da una delle due parti, si rischia di idealizzare o di volgarizzare.
Si rischia il fanatismo.
Intervento della fabbrica di Nichi di Perugia Bari, 17 Luglio
Centro amore mio. (E LA PERIFERIA?)
Oltre Meredith, noi studenti e non di Perugia, creature di un centro spogliato e minimizzato e di una periferia lontana e sconosciuta, cerchiamo risposte agli echi cittadini. Il centro, la piazza come luogo di sfogo ed aggregazione, non più solo incontro di spaccio e rimaneggiamenti commerciali. Cosa rimane dell' "acropoli" (così chiamato il centro perugino), ormai fioritura 'ndranghetista e narcotica, deserto culturale per i giovani? Qui si pone la Fabbrica di Nichi di Perugia. Laddove lo sbandamento generazionale peggiora le nostri sorti, noi, studenti e non della città abbiamo deciso di riunirci e strutturare la "bile", quella coscienza rabbiosa che è dell'animo giovanile. Il nostro impegno va alla riapertura culturale e allo stop della mercificazione ai grandi centri commerciali del "nostro" caro centro. Eppure la partecipazione alle iniziative rimane alta, mentre l'offerta sembra una concessione troppo straordinaria. Bar, pizzerie, stuzzicherie e vetrine commerciali vogliono colmare, in malo modo, un bisogno che non è consumistico e di massa, ma individuale e umano. Pensare è fuori luogo, anche per un'amministrazione che, seppur di centrosinistra, gioca a risposte superficiali e frettolose. Cinema dismessi, biblioteche che chiudono presto, invasioni di volanti blu, controlli mal indirizzati e inutili. E la periferia? Così lontana, così vicina. Parte integrante della città, ma landa umana e vitale. Definire, quindi, aldilà dell'"acropoli", nuove aree d'incontro nel multietnico e dimenticato hinterland perugino. Ma, oltre la retorica, la nostra proposta : riappropriazione cittadina e studentesca del centro attraverso la riapertura di cinema ed altre realtà di socializzazione, non più solo estemporanea e fulminea, ma pensata e goduta; valorizzazione delle aree adiacenti alle vie principali, abitate da residenti e universitari, ma vuote d'iniziative; riconsiderazione della periferia, oltre il semplice contenimento di lavoratori, italiani e stranieri, oltre lo sfogo consumistico.
1- Petit jardin chinois 2- Cherchez le garcon 3- V2 sur mes souvenirs 4- Cherchez le garcon (solitaire) 5- S.O.S. Mannekin 6- Les yeaux des amantes 7- Triste cocktail