sabato 30 luglio 2011

Love is not a losing game


Quando ho visto su YouTube i video dell’ultimo concerto di AmyWinehouse in Serbia postai questo su facebook col commento “game over for Amy”, perché era chiaro che la ragazza aveva gettato completamente la spugna. Nel senso che proprio ormai si era gettata nel cesso, a terra, nella monnezza e ovunque, essendo lei “la spugna”. Una spugna non riesce a tenere in mano neanche un microfono, semplicemente perché non ha alcun motivo per farlo.
A Belgrado è morta pubblicamente AmyWinehouse: la nuova icona del pop mondiale, la starlette che si esibisce scolando grossi bicchieroni, quella immortalata nelle foto più improbabili (non si capisce davvero come mai avrebbe dovuto affrontare un nuovo tour, nelle condizioni in cui era. Se allo staff è bastato il suo “Certo, sto benissimo!” alla domanda “Puoi farcela?” non si fatica molto a dedurre in che mani si trovasse la Winehouse negli ultimi anni, oltre a quelle dell’alcol e della droga).
Amy Jade Winehouse, la scapestrata ragazza inglese dell’83, la cantautrice soul e r&b degli anni 0, la giovane bianca dalla voce sorprendentemente nera, stava invece morendo già da alcuni anni.
Amy Jade è una che ha cominciato a distruggere il talento puro che possedeva già prima di pubblicare “Back to Black” (album del successo trainato infatti dai suoi no categorici alla “Rehab”), è una stupida ragazzina che fa cose idiote mentre dentro ha un irrefrenabile mondo che sta sbocciando e che lei continua ad annaffiare con l’alcool.
(C’è forse bisogno di dire che?) E’ stato subito chiaro a tutti che la Winehouse era tutt’altra cosa rispetto alle Britney-Aguilera-e nuove Madonne a venire (compresa Lady Gaga che, devo dire, molto umilmente le ha sempre mostrato il giusto rispetto). Quando l’ho ascoltata per radio le prime volte, ero affascinata dalla sensazione di una specie di “viaggio verso e sulle radici” che poche cose sono in grado ancora di comunicarmi; quando ho guardato sue esibizioni (come questa, che mi fa piangere ogni volta), mi commuoveva il suo essere contemporaneamente tutta “dentro” e “fuori” la musica. Il suo “essere” lei lì a cantare davanti a un pubblico, e il suo “non-essere” più lei all’improvviso (il suo corpo, quella chiomazza e quelle pin-up sulle braccia) ma la voce e le parole dell’anima (e lei riusciva a fare davvero soul e blues): in equilibrio perfetto. Il suo equilibrio (che io trovavo davvero bello, perché quando veniva fuori era meravigliosamente senza fronzoli a dispetto dell’aspetto; e veniva fuori anche quando era visibilmente alterata come qui).

Amy, porca miseria. Sei stata una grandissima cretina.
Avendola sempre guardata e ascoltata come una donna della mia età (non come il successo celebrato di una stagione), mi rivolgo a lei come mi rivolgessi a un amico.
Io se solo sapessi che una mia amica ha scritto una cosa come “Love is a losing game” (che qui sotto ho tradotto sperando di tradire il meno possibile il testo originale), le stringerei le braccia al collo giurandole con questo gesto un amore incondizionato.
A Amy avrei cercato di dire che No, No e poi No, l’amore non è affatto una partita persa. Non lo è se non ami prima te stessa. Nessun “Mr Hathaway” può insegnarti un modo per farlo al posto tuo, ed è quella la riabilitazione più difficile. Eppure è l’unica guarigione possibile. Amarsi è l’unico modo per tenere il controllo di sé. E tu, Amy, hai perso la tua partita. Ti sei fatta divorare dalle fiammelle, invece che dal fuoco amico che ti ardeva dentro. Non sono i ricordi che ti hanno danneggiato, ma tu che ti sei fatta distruggere in loro nome. L’amore non è una fatale rinuncia, sei tu che ti eri da tempo rassegnata a un altro destino.


L’amore è una partita persa
(mia traduzione)

Per te sono stata una fiamma
L’amore è una partita persa
Per me sei stato un incendio di cinque piani
L’amore è una partita persa

Vorrei solo non aver mai cominciato
Che casino abbiamo combinato
E adesso lo sento definitivamente
L’amore è una partita persa

Vissuto fuori da ogni legame
L’amore è una mano smarrita
Più di quanto possa sopportare
L’amore è una mano smarrita

Auto-dichiaratosi, assoluto
Fino ad affondarne ogni frammento
Se tu sei un giocatore d’azzardo
L’amore è una mano smarrita

Anche se lotto ad occhi chiusi
L’amore è una fatale rinuncia
I ricordi distruggono la mia mente
L’amore è una fatale rinuncia

Oltre ogni vana probabilità
Persino gli dei ci deridono
Adesso lo sento definitivamente
L’amore è una partita persa


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